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Mulac x Ditonellapiaga: intervista al makeup artist Daniele Peluso

Mulac x Ditonellapiaga: intervista al makeup artist Daniele Peluso

Tempo di lettura: 5 minuti

Sanremo Ditonellapiaga ha conquistato il palco con un beauty look iconico: eyeliner grafico e labbra rosse dal fascino rétro. Dietro questo trucco, realizzato interamente con prodotti Mulac, c’è la mano di Daniele Peluso, il makeup artist che l’ha accompagnata in tutte e cinque le serate del Festival.

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Il look di Ditonellapiaga a Sanremo è stato subito riconoscibile grazie all’eyeliner nero e bold e alle labbra rosse con finish matte, che hanno riportato tutti agli anni '50. Come è nata l’idea di riprendere questo makeup vintage ed iconico?

Tutto è nato nel 2022, l’anno in cui Margherita (vero nome di Ditonellapiaga) ha partecipato al Festival di Sanremo con la canzone “Chimica”, in coppia con Donatella Rettore. La stylist le consigliò di truccarsi con eyeliner e bocca rossa, probabilmente ispirata dalla morfologia del viso di Margherita, che ben si presta ai make up look dal sapore rètro. In realtà questa immagine coincide perfettamente con il gusto di Margherita, da sempre appassionata di estetica anni ‘50 e ‘60, a cui spesso e’ legato il ricordo di dive leggendarie.
Ma nel 2021 l’eyeliner era molto più sottile, si e’ inspessito e allungato negli anni, proporzionalmente alla consapevolezza della sua immagine.

Per cinque serate consecutive il trucco è rimasto fedele al suo stile ma con alcune variazioni. Come hai giocato con ombretti, base viso e altro per mantenere il look coerente ma originale nei dettagli?

Eyeliner e bocca rossa gli elementi chiave, irremovibili, identitari, iconici. Tutto il contorno poteva essere messo in discussione, e l’ho adattato interpretandolo in chiave contemporanea, in armonia con il look della serata.
Glitter bianchi e glitter dai riflessi azzurri, alternati a ombretti mat, per le palpebre. Illuminanti liquidi applicati su tutte le zone dei punti luce del viso, per dare freschezza alla base, e ciprie dall’effetto setificante nella zona centrale del viso, per levigare la texture e garantire la tenuta del fondo. Per i blush ho giocato alternando i rosa freddi a quelli un po’ più caldi, in base ai suoi outfit e in accordo con il sottotono del rossetto.

"Eyeliner e bocca rossa gli elementi chiave, irremovibili, identitari, iconici. Tutto il contorno poteva essere messo in discussione.."

L’eyeliner di Ditonellapiaga è stato uno degli elementi più commentati. Quale prodotto e tecnica hai utilizzato per ottenere una linea così grafica e intensa?

”Che fastidio!” è un brano divertente ma dal contenuto pungente, scomodo, divisivo. Allo stesso modo, ho voluto che tutto questo si esplicasse attraverso il suo eyeliner, spigoli ben definiti e coda affilata.
Il primo step parte con la matita occhi nera Shiva, per tracciare bene la linea infracigliare superiore, con lo scopo di riempire tutti gli spazi vuoti tra le ciglia e per dare maggiore definizione allo sguardo. Poi con la stessa matita traccio il disegno dell’eyeliner, aiutandomi con minuscoli brush imbevuti di struccante per perfezionare la linea. Infine ripasso su tutta la linea con l’eyeliner nero in penna ONliner, colore nero intenso e ottima tenuta.

Accanto all’eyeliner, le labbra rosse matte hanno completato il look con un forte richiamo rétro. Come hai lavorato sulla definizione delle labbra e sull’abbinamento tra matita e tinta per ottenere un rosso così intenso sul viso di Ditonellapiaga?

Le labbra rosse dal finish matt sono rimaste intramontabili sin dalla prima volta che le ho proposte a Margherita, perché danno un finish vellutato, pienezza nel colore, e a lunghissima tenuta. Ho fatto diverse prove e tentativi tra matite labbra e rossetti liquidi fino a quando non ho individuato due specifici punti di rosso che avevo in mente: rosso fuoco e rosso rubino.

Traccio il contorno delle labbra con la matita rossa, le coloro totalmente con la stessa matita e infine ci ripasso sopra il rossetto liquido, ottenuto miscelando due rossi differenti. Il mix dei rossetti liquidi è rimasto invariato nelle varie serate: Velvet Ink No Pain No Gain + Velvet Ink Old School. A cambiare è stata la matita di base: ho alternato Lip Master 10 Candy Apple e Lip Master 19 Red Liquorice.

Sanremo significa ritmi serrati, luci fortissime e performance live. Quali sono i prodotti o i piccoli “segreti da backstage” che aiutano in queste occasioni a mantenere il makeup impeccabile per ore?

Questo argomento, è il caso di dirlo, mette proprio il dito nella piaga.
Io e il mio collega hair stylist non avevamo il pass per accedere all’Ariston e gli artisti venivano convocati due ore prima dell’esibizione. Immaginate la mia ansia, in quelle due ore tutto poteva succedere, una vera tortura per me. Ma ho giocato d’anticipo utilizzando ovviamente tutti i prodotti a lunga tenuta e testandoli la mattina, quando Margherita doveva essere truccata per le varie interviste durante il giorno.

Fondamentale è la partenza con la giusta skincare, perché se la pelle è ben trattata, il trucco dura sicuramente di più. Il contorno occhi Cherry Charge Eye Awake mi ha aiutato molto a mantenere elastica la zona e a prepararla perfettamente al correttore, evitando secchezza e canalizzazioni. Il mio alleato per la base è stato il First Take Foundcealer miscelato alla crema idratante, scaldato e lavorato a pennello, e ripassato con i polpastrelli sulle zone che necessitavano maggiore copertura, davvero uniformante e ad altissima tenuta. Altro segreto, in termini di durata, è stato fissare i blush liquidi con i blush in polvere, sigillando il tutto con una leggera nebulizzata di Setter Ceo Spray Fissante e Idratante.

"La stylist le consigliò di truccarsi con eyeliner e bocca rossa, probabilmente ispirata dalla morfologia del viso di Margherita, che ben si presta ai make up look dal sapore rètro."

Prima di diventare makeup artist hai studiato architettura: un percorso decisamente insolito nel mondo beauty. Cosa ti ha portato a questo cambiamento e c'è qualcosa dell’architettura che oggi influenza il tuo modo di pensare al makeup?

Il trucco è sempre stata una mia passione, sin da piccolo, quando rimanevo incantato davanti a mia madre mentre si truccava, la magia del cambiamento mi entusiasmava. Ho iniziato a lavorare come assistente truccatore proprio mentre studiavo architettura, a 20 anni, e da allora non mi sono più fermato, alimentando entrambe le passioni. Sicuramente studiare architettura mi ha formato in modo differente in relazione alla bellezza, mi ha dato gli strumenti per interpretarla con un approccio analitico.
La cultura visiva, le proporzioni, l’equilibrio, l’analisi dei volumi, l’uso del chiaroscuro, sono tutti elementi che porto nel mio bagaglio quando traduco i miei pensieri in makeup look.

Credi che il makeup possa essere un modo per comunicare qualcosa di sé, della propria storia o momento di vita, senza bisogno di parole?

Il make up è assolutamente un mezzo di comunicazione, che racconta molto non solo di chi lo indossa, ma anche di chi ha eseguito quel trucco e del momento storico che si sta vivendo.
Io studio a lungo il personaggio, indago la sua personalità e analizzo quella che è stata la sua evoluzione estetica. Mentre trucco porto sì il mio mondo, la mia formazione, il mio background nell’ambito del fashion, ma sempre con l’unico obiettivo di realizzare qualcosa che ti faccia sentire perfettamente a tuo agio nella tua pelle, che parli di te, senza doverlo raccontare.

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