Prima di diventare makeup artist hai studiato architettura: un percorso decisamente insolito nel mondo beauty. Cosa ti ha portato a questo cambiamento e c'è qualcosa dell’architettura che oggi influenza il tuo modo di pensare al makeup?
Il trucco è sempre stata una mia passione, sin da piccolo, quando rimanevo incantato davanti a mia madre mentre si truccava, la magia del cambiamento mi entusiasmava. Ho iniziato a lavorare come assistente truccatore proprio mentre studiavo architettura, a 20 anni, e da allora non mi sono più fermato, alimentando entrambe le passioni. Sicuramente studiare architettura mi ha formato in modo differente in relazione alla bellezza, mi ha dato gli strumenti per interpretarla con un approccio analitico.
La cultura visiva, le proporzioni, l’equilibrio, l’analisi dei volumi, l’uso del chiaroscuro, sono tutti elementi che porto nel mio bagaglio quando traduco i miei pensieri in makeup look.